Lana E Cruelty Free...
Shanti
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Visto che spesso mi chiedono perch? i vegani non vestono nemmeno la lana vorrei (per chi vuole) farvi leggere una delle pi? approfondite spiegazioni sul problema lana e crudelt?...

fonte: www.animalisti.it

COSA SI NASCONDE DIETRO LA PRODUZIONE DELLA LANA IN
AUSTRALIA?
La maggioranza delle persone non sa che le pecore tosate per ottenere la lana vengono barbaramente mutilate e gli agnelli sono castrati senza l?uso di alcun anestetico.
Quando le pecore non sono pi? utilizzate per la lana vengono inviate soprattutto in Medioriente, stivate nelle navi da trasporto per miglia e miglia, con qualunque condizione meteorologica, con una ridottissima possibilit? di accedere a cibo ed acqua e successivamente vengono abbattute ancora coscienti.
Il maggior quantitativo della lana mondiale arriva dall?Australia e Nuova Zelanda, luoghi in cui le pecore sono sottoposte alla raccapricciante procedura chiamata ?mulesing? che consiste nel tagliare con le forbici, senza alcuna anestesia, una parte del tessuto intorno alla coda.
Questa ripugnante pratica viene effettuata con lo scopo di creare una zona cutanea morbida e liscia che si suppone dovrebbe impedire l?infestazione delle larve, ma la sanguinolenta ferita, cos? esposta, si infetta prima di cicatrizzare. Anche i testicoli e la coda, vengono rimossi senza alcuna anestesia.
Milioni di pecore da lana provenienti dall?Australia e Nuova Zelanda, vengono uccise in mediooriente dopo aver sopportato massacranti viaggi di settimane e settimane, stipate a bordo delle navi e sottoposte al rischio di molte malattie e ad ogni condizione meteorologica.
Nelle navi spesso la temperatura supera i 40 gradi, per giorni interi. Con queste condizioni di trasporto molti animali si ammalano, rimangono bloccati tra le sbarre, e impossibilitati a muoversi e a raggiungere il cibo e l?acqua, rimangono soffocati o calpestati dagli altri.
Pecore malate o ferite stramazzano a terra e ancora coscienti, spesso, vengono gettate in mare dove annegano o sono mangiate dagli squali.
Quando gli animali sopravvissuti arrivano a destinazione, sono sottoposti ad incredibili maltrattamenti che in Australia, Nuova Zelanda ed Usa sarebbero perseguiti penalmente.
Alle pecore vengono legate tutte e 4 le zampe e spinte sui camion. Pi? tardi vengono sgozzate e mattate attraverso la macellazione rituale, ancora coscienti.
?Quando le pecore muoiono o collassano in mare aperto, vengono gettate direttamente in un tritacarne e in alcuni casi ci? avviene quando queste sono ancora vive !?
Questa la testimonianza di un lavoratore imbarcato sulla ?Cormo Express?, la nave che rimase in mare per almeno due mesi con a bordo 50.000 pecore.

BOICOTTIAMO LA LANA AUSTRALIANA
L?Australia ? al primo posto nel mondo per l?allevamento di ovini.
Ma pi? di tre quarti degli australiani si sono opposti all?esportazione degli animali vivi e pi? di 110.000 cittadini hanno sottoscritto una petizione per bandire l?esportazione delle pecore vive.
Il colosso americano dell?abbigliamento e accessori ?Abercrombie & Fitch? ha bloccato l?utilizzo e l?acquisto di lana che provenga da pecore australiane barbaramente mutilate attraverso la pratica del
?mulesing? e cos? maltrattate.

Se altri importanti industrie e compagnie si rifiutassero di acquistare la lana ottenuta con questo tipo
di pratiche, sicuramente tutto il comparto di produzione della lana australiana si vedrebbe costretto
ad abbandonare questa crudele ed incivile forma di maltrattamento.
Attualmente l?Australia alleva pi? di 100 milioni di pecore.
Nel 2003 vi erano in Australia circa 98.2 milioni di ovini, con una produzione di 545.000 tonnellate
di lana e 41.000 tonnellate di carne di agnello e montone. Circa met? della lana australiana ?
prodotta negli stati del Nuovo Galles del Sud e dell?Australia Occidentale, mentre lo stato di
Victoria ? il maggiore produttore di carne.
L?Australia produce il 30% della lana utilizzata in tutto il mondo e il 50% della lana di pecore
merino.

IMPORTAZIONE DI LANA AUSTRALIANA IN ITALIA
Le maggiori esportazioni Australiane in Italia nel 2002-2003 consistevano in circa due miliardi di
dollari australiani.
Per quanto riguarda l?interscambio commerciale dell?Italia con l?Australia, i principali settori dell?importazione sono rappresentati dagli animali vivi e dai prodotti di origine animale, tra questi il principale ? quello della lana.
Relativamente alle esportazioni dall?Australia verso l?Italia si pu? evidenziare un calo delle vendite della lana dal 1997.
Il 16/12/2004 l?Ansa ha riportato la notizia che una balla di 91 chili di lana merino con la fibra di appena 11,8 micron, prodotta sulle montagne in provincia di Canberra , ? stata pagata 136 mila euro dalla ditta Italiana Loro Piana. La cifra pagata ? circa 150 volte il prezzo normale, questo per assicurarsi la balla pi? pregiata che servir? per confezionare circa 50 abiti che avranno un prezzo di oltre 8600 euro.

PECORE MERINO
La maggior parte delle pecore utilizzate per la lana in Australia sono di razza merino. Le pecore merino sembrano originarie della Siria, da dove vennero esportate in Mauritania e successivamente in Spagna, ai tempi della dominazione araba. Nel 1788, su commissione del Governo Olandese vennero esportate in Sud Africa e pare che proprio da questo paese intorno al 1780 vennero introdotte anche in Australia. Specificamente allevate per la loro tipica pelle a ?pieghe?, sono state selezionate nel tempo, proprio perch? questa caratteristica, sempre pi? esasperata, ? in grado di far
produrre pi? lana per ogni singolo esemplare rispetto alle altre razze ovine. Infatti, questa razza, produce mediamente dieci chili di lana contro i due chili delle altre pecore.
Questa eccessiva quantit? di lana pu? anche arrivare a causare il collasso e la conseguente morte degli animali, soprattutto nelle stagioni calde. Inoltre, all?interno delle innumerevoli pieghe cutanee in cui si trattiene l?umidit?, molti insetti trovano l?ambiente adatto per deporre le loro uova e le larve possono anche arrivare a mangiare letteralmente vive le pecore. Per questa caratteristica
cutanea, nella regione genitale ? pi? facile che le feci e le urine vengano trattenute all?interno delle pieghe e possano causare infezioni e terreno fertile per le infestazioni degli insetti.
Il marchio ?Australian Merino Wool?, apposto sui prodotti in pura lana vergine australiana, ? rilasciato dall? ?Istituto International Wool secretariat?, titolare anche del marchio ?Woolmark?, che ?garantisce?, a suo modo, l?utilizzo di lane merino australiane di pregiata qualit?.
Ma a quale prezzo per gli animali ?
Nel 1987 un montone merino ? stato venduto in Australia al costo di tredicimila mila euro, il prezzo
pi? alto mai pagato finora per una pecora.

?MULESING?
Gli allevatori australiani, per ovviare all?infestazione delle pecore da parte degli insetti, soprattutto nella regione intorno alla coda, intervengono con la pratica del ?mulesing?.
Per effettuare il ?mulesing? le pecore vengono innanzi tutto riverse sul dorso, con le gambe bloccate da sbarre metalliche e, successivamente, senza alcun tipo di anestetico, con un paio di forbici, viene tagliato via il tessuto nell?area intorno alla coda, creando cos? una lesione delle dimensioni di un piatto da tavola, al fine di ottenere una zona in cui la cute sia liscia e morbida per impedire l?annidamento degli insetti.
Paradossalmente una cos? ampia e sanguinolenta lesione, offre invece
un ottimo terreno all?infestazione degli insetti, prima che la ferita faccia in tempo a cicatrizzare.
Oltretutto una lesione esposta e di cos? grandi dimensioni lesione spesso si infetta gravemente.
In Inghilterra, quinto paese produttore di lana al mondo, non si utilizza questo metodo perch? ritenuto crudele e oltretutto inutile. Il Ministro dell?Agricoltura e Foreste della Nuova Zelanda ha condannato il ?mulesing? perch? considerata una pratica doppiamente dolorosa: nel momento in cui si effettua e per tutta la fase di cicatrizzazione (MAF 1996,? 7.1.3).
Occorrono infatti, dai 22 ai 30 giorni per la cicatrizzazione (Fell and Shutt 1989, Chapman et al. 1994). Il Dr. John Auty, veterinario del Dipartimento Australiano delle Industrie, in qualit? di assistente del Direttore del Dipartimento della Salute Animale, ha dichiarato che: ??.. il ?mulesing? equivale allo scuoiamento di una parte dell?animale e il dolore che la pecora prova sar? persistente per settimane e mesi
successivi?.
I ricercatori hanno misurato il livello di cortisolo plasmatico e salivare, riconosciuto
come indicatore di stress, in 63 pecore merino sottoposte al ?mulesing? ed hanno concluso che, la procedura ? risultata essere la pi? stressante e dolorosa rispetto a tutte le altre procedure a cui gli animali vengono sottoposti in allevamento, comprendendo tra queste: la castrazione, la caudectomia, il trasporto, la tosatura etc. (Fell and Shutt 1988). E? stato inoltre dimostrato che per pi? di 113 giorni successivi alla mutilazione, le pecore presentano comportamenti stress-relativi
quali anomale posture, rifiuto del cibo, di sdraiarsi o di pascolare (Fell and Shutt 1989).
E? stato stimato che in Australia, approssimativamente tra il 60 e l?80% delle pecore merino, sono sottoposte alla pratica disumana del mulesing, un totale circa 82 milioni di animali.
Il rimanente 20-40% della popolazione delle pecore, per ovviare alle infestazioni da insetti,viene trattato con efficacia con metodi diversi: insetticidi, vaccinazioni, repellenti ad uso topico, controllo degli insetti infestanti nell?ambiente, diminuzione del numero degli animali in ambienti ridotti, diete specificamente studiate, regolari tosature e spazzolatura.
Il Professor Peter Singer, insegnante di filosofia etica e morale, australiano e famoso per il suo libro ?Liberazione Animale? diventato il testo di riferimento per il movimento animalista mondiale, ha dichiarato che: ?E? certamente arrivato il tempo di trovare alternative al ?mulesing?, ma sembra che tutto questo non dipenda da noi esseri umani. Il punto ? che non interessa a molti il dolore e la sofferenza che vengono inflitti alle pecore e che questa crudele pratica appare essere economica e
conveniente?. Singer ha inoltre sottolineato che incoragger? le persone ad usare la lana solo nel caso in cui questa verr? prodotta senza alcun tipo di maltrattamento o dolore per gli animali.

CASTRAZIONE E CAUDECTOMIA
Poche settimane dopo la nascita, agli agnelli viene tagliata la coda con le forbici e anche in questo caso senza l?uso di alcun anestetico. I maschi vengono castrati tra la seconda e l?ottava settimana di vita senza anestesia e con metodi brutali. Ogni anno, centinaia di agnelli muoiono prima di raggiungere le otto settimane di vita a causa della loro esposizione alle intemperie o per inedia.
Le pecore adulte muoiono per malattie, mancanza di ripari e stale e per la trascuratezza degli allevatori che non rispettano le minime necessit? fisiche ed etologiche delle pecore.

LA TOSATURA
Molte persone pensano che se l?uomo non tosasse le pecore queste morirebbero di caldo, soprattutto in alcune regioni. Ma senza l?interferenza umana, le pecore, come i cani, perderebbero il pelo in eccesso con l?arrivo della stagione calda. Inoltre, com?? noto, una certa quantit? di vello ? in grado di isolare termicamente l?animale dal caldo e di mantenere costante la temperatura corporea. In Australia, le pecore vengono tosate all?inizio della primavera, appena prima di perdere naturalmente
la lana in eccesso. La scelta del momento in cui effettuare la tosatura ? ritenuto importante al fine di ottenere quanta pi? lana ? possibile. Per questa ragione, regolarmente, le pecore vengono tosate quando le temperature sono ancora fredde e molte di loro, dopo la tosatura, muoiono a causa dell?esposizione alle intemperie e al freddo.
Inoltre, i tosatori sono pagati per il volume di lana che riescono a tagliare e non ad ore di lavoro, ? quindi stato riscontrato che questi utilizzano maniere violente e sbrigative, senza alcuna cura per gli animali, al fine di ottenere quanta pi? lana ? possibile nel pi? breve tempo.

ESPORTAZIONE DI PECORE VIVE
Ogni hanno l?Australia esporta circa 6.5 milioni di pecore vive.
La maggioranza di queste sono le merino che non vengono pi? utilizzate per produrre la lana e quindi vengono esportate vive per essere utilizzate a scopi alimentari (Strong and Minchin 2003).
I trasporti avvengono su navi enormi con viaggi estenuanti che conducono le pecore verso il
Medioriente e i Paesi arabi africani dove troveranno la morte con modalit? incivili e disumane.
Com?? noto, infatti, la macellazione rituale prevede che gli animali vengano sgozzati e lasciatimorire dissanguati senza alcun tipo di preventivo stordimento.
La percentuale di pecore che muore durante questi terribili trasporti in mare ? superiore al 10% (Norris and Richards, 1989).
Nel 2000, 14.500 pecore morirono a causa dello stress, a bordo di una nave durante un viaggioverso il medio oriente, le carcasse furono gettate in mare.
Nell?estate del 2003, 50.000 pecore a bordo della ?Cormo Express? proveniente dall?Australia, rimasero in mare per mesi perch? l?Arabia Saudita ne rifiut? lo sbarco a causa di una sospetta infezione virale di Ectima contagioso. Pi? di 5.500 animali morirono a causa della mancanza di cibo, acqua, delle temperature elevate, per lo stress, per malattie e ferite.
Dopo due mesi, furono accettate dall?Eritrea e l? condotte alla morte con la macellazione rituale.
Ma questo non ? stato un incidente isolato. Secondo l? ?Australian Marittime Safe Authority?, le tragedie a bordo delle navi che esportano animali vivi, sono molto comuni. Giusto per fare due 7esempi: una insufficiente ventilazione ha causato la morte di 10.000 pecore sempre a bordo della ?Cormo Express nel 1990 e nel 1996 a bordo della nave ?Uniceb?, il fuoco ha ucciso pi? di 67.000
pecore.
Su 145 viaggi in nave, muoiono in media 1000 pecore durante la traversata (Norris and Richards,
1989).
Nel 2003 la mortalit? durante questi viaggi ? stata del 9.82 %.
Le cause della morte sono riconducibili principalmente allo stress che induce le pecore a non alimentarsi anche in presenza di cibo. I ricercatori hanno valutato che la met? dei decessi a bordo ? causato dall?inedia. Inoltre, poich? a bordo di queste navi vi ? la possibilit? che solo un certo numero di animali possa alimentarsi di volta in volta, la grande competizione che si scatena in questi momenti, genera l?ammassamento e la concentrazione degli animali in spazi ristretti
causando la morte per soffocamento di alcuni soggetti.
I ricercatori hanno valutato che questo evento si riscontra nel 31% dei casi di morte a bordo.
La grande quantit? degli escrementi che si deposita nei lunghi tempi di percorrenza, aggiunta alle alte temperature che spesso raggiungono i 40 gradi costanti, addirittura ?incolla? le pecore al pavimento e impedisce loro ogni tipo di movimento(Carleton 2003).
E? molto frequente che in simili condizioni di sovraffollamento si manifestino
infezioni, principalmente dovute alla salmonella (Norris 1990).
E? stato inoltre calcolato che il 20% degli animali muore durante la fase in cui vengono fatti sbarcare.
Ci? avviene per la spossatezza causata dai lunghi viaggi e a causa dei maltrattamenti e le violenze che subiscono in questa fase. Spesso, infatti, durante lo sbarco le pecore vengono percosse con bastoni, spranghe, martelli e pungoli (Sidhom 2003).
Recentemente, proprio in Australia, un? indagine ha rilevato che ben il 76% dei cittadini ? contrario all?esportazione di animali vivi. Molti parlamentari Australiani si sono dichiarati contrari ai viaggi della morte.
Lo scorso settembre, Verdi e Democratici Australiani, sostenuti da Accademici, attori,
personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura, hanno chiesto ufficialmente al Governo Australiano di bandire l?esportazione di animali vivi.

L?INTELLIGENZA DELLE PECORE
Nonostante i comuni e diffusi pregiudizi, le pi? recenti conoscenze dovrebbero suggerirci che le pecore, come tutti gli altri animali, provano emozioni e sono capaci di pensieri anche molto complessi e articolati.
Recentemente, da uno studio condotto dal ?Babraham Institute? in Inghilterra, giunge la conferma scientifica delle capacit? intellettive e cognitive delle pecore.
Lo studio ha concluso che le pecore sono in grado di ricordare pi? di 50 differenti ?volti? di pecora ed anche i volti delle persone a loro pi? familiari (Boivin et al. 1997, Kendrick et al 2001), per pi? di due anni. Inoltre ? stato messo in evidenza che questi animali hanno esperienze emozionali e rispondono all?ambiente e agli stimoli allo stesso modo degli umani (Briggs 2001).
Il Dott. Kendrick, dell?Istituto sopraccitato, ha sottolineato che esse sono capaci di riconoscere le persone e di reagire emotivamente in loro assenza.
E? stato inoltre dimostrato che le pecore sono in grado di ricordare i volti delle persone che hanno praticato loro il ?mulesing? e che per questo, manifestano reazioni negative nei confronti delle stesse.
Ci? a dimostrazione anche, che il dolore e la negativa esperienza della mutilazione rimane impressa ed ? in grado di generare avverse reazioni ( Chapman et al 2001) .

Una ragione in pi? per scoraggiare l?uso di pratiche violente negli allevamenti di pecore per la lana e per richiedere che questo prodotto animale, possa essere ottenuto senza la sofferenza ed il dolore di esse. E? inoltre importante ricordare che ? possibile sostituire la lana con altre fibre che non vengono prodotte con lo sfruttamento e il maltrattamento degli animali.

Anno dopo anno, milioni di pecore soffrono a causa delle mutilazioni e delle terribili condizioni di trasporto a cui sono sono sottoposte.
Il dolore e la morte causati da ambedue le pratiche devono essere immediatamente fermati. Nessuna proposta che sia volta a migliorare il ?benessere degli animali?, comunque soggetti alla mutilazione e ai trasporti, pu? essere accettata.
L?unica cosa da fare ? riconoscernel?efferatezza e bandirli categoricamente, dimostrando di essere in grado, anche, di compassione ed empatia verso questi animali che utilizziamo per gli umani interessi.
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PuNkRaZiO
Inviato il: venerdý, 25 novembre 2005 - 11:35
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Gattino
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ci volevano anni di studi per capire che le pecore provano emozioni e pensieri?

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miaolinda
Inviato il: venerdý, 25 novembre 2005 - 12:29
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quello che hai postato ? molto triste, e molto grave...

onestamente io non riesco a darmi preoccupazione dello sfruttamento degli animali per scopo di arricchimento o miglioramento del tenore di vita umano.
anche perch? per me ? una battaglia persa in partenza, se devo pensare a risoluzione problematica mondiale penso prima all'uomo...
ai bambini malati, ai bambini e agli esseri umani sfruttati, ai poveri, ai mutliati di guerra, alle donne che subiscono abusi....

? senz'altro un atteggiamento antropocentrico, ma questa ? la cultura in cui sono cresciuta e vivo, e probabilmente ? fortemente influenzata anche da una visione molto edulcorata delle pratiche che subiscono gli animali.
io vedo tutti questi processi con gli stessi occhi di quand'ero bambina, quando guardavo le interazioni tra miei nonni e i loro animali della fattoria; per cui immagino che allevamenti etc avvengano nel rispetto massimo degli animali e nel cercare di limitare le loro sofferenze. mi rendo conto, leggendo i vs post, che la realt? ? spesso diversa.
ma la vita e la sofferenza degli esseri viventi andrebbero rispettate in quanto tali.
credo per? che lo sfruttamento degli animali in quanto cibo o lana/pelli non finir? mai, e non riesco a vedere nemmeno un mondo nel quale le cose girino diversamente..
il paragone che sto per scrivere ? forte, ma mi pare equivalente.
? come la lotta alla povert?.
i poveri ci saranno sempre...come gli oppressi e gli sfruttati...
cambieranno i governi...qualcosa potr? migliorare..ma ce ne sar? un'altra che peggiorer?..ovviamente a scapito dei pi? deboli...
e nulla pu? fermare tutto questo...
? una visione catastrofica...che lascia ben poche speranze...
ma io non credo che le cose cambieranno mai..
credo solo al contributo che ciascuno di noi pu? dare al miglioramento delle cose in cui crede...
credo quindi che il mio aiuto ai bambini sfruttati, possa migliorare la loro esistenza quotidiana, ma non che stravolger? il mercato dello sfruttamento infantile
credo cos? che una petizione contro il mulesing possa evitare che quelle povere pecore vengano torurate a quel modo, ma non che esister? un giorno in cui le pecore non verrano allevate con lo scopo di ricavarne qualcosa di materiale.

Questo post non vuole essere polemico, n? vuole suggerire alcuna riflessione, perch? mi rendo conto di quanto sia catastrofico e improduttivo.
E' soltanto una risposta alle informazioni ed hai messaggi che ho letto nei post vegan, ? un modo per spiegare perch? io non riesca a sposare le vostre scelte, pur rendendomi conto del fatto che far soffrire a quel modo gli animali (sopratutto quelli che per la mia cultura non sono pets) sia una cosa orribile.
che offende la dignit? animale, e l'intelligenza umana.


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Il paradiso non sarÓ mai tale, se non ci saranno i miei gatti ad attendermi.

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Sabrinik
Inviato il: venerdý, 25 novembre 2005 - 13:12
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Padova



Il cambiamento ? prima di tutto su noi stessi.
Forse ? vero, non torneremo mai ad un giardino dell'Eden, ma se ognuno di noi, piano piano, cambia qualcosa nelle proprie abitudini, arriviamo ad un cambiamento globale, migliorativo per quello che ? intorno a noi (umani e animali)
Anche un'informazione ci aiuta a prendere co(no)scienza e a scegliere.
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Shanti
Inviato il: venerdý, 25 novembre 2005 - 14:46
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Miaolinda capisco le tue perplessit?, per? sicuramente le aveva uguali i primi uomini che si sono schierati con la pena di morte, contro la schiavit? umana, contro la discriminazione femminile ecc.

Ogni grande battaglia sembra utopica all'inizio, ma non ? un buon motivo per lasciar perdere che si tratti di bambini o animali poco cambia, la domanda la facciamo noi consumatori.

Piccolo esempio animalisti, vegani ecc hanno rotto le palle in modo allucinante a Benetton e boicottato gli acquisti.. ora benetton pur usando sempre la lana non compr? pi? quella australiana e con tecniche pericolose per gli animali.

Bisogna lottare e andare avanti, anche se sembra difficile, perch? mentre noi ci rassegnamo con ragionamenti catastrofici, gli animali sono ancora li che soffrono.

Nessuna rivoluzione ? nata in 5 minuti e subito vi hanno aderito tutti, ma da qualche parte deve pure cominciare, poi sinceramente anche a livello personale come si fa a vestirsi sapendo che per quel caro maglioncino hanno patito cos? degli animali?
Stessa cosa vale per chi produce sfruttando gli uomini.
Dato che le alternative ci sono e crescono e scegliendole si aiuta il mercato alternativo perch? non fare con pi? consapevolezza gli acquisti?
Ora devo andare al lavoro, ma stasera magari ne parlo meglio:*
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laura51
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Paderno Dugnano



kakkio lo sapevo che non dovevo leggere. Questa non la sapevo e mi ha rovinato la giornata. Altra cosa da tenere in considerazione.


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Laura, Fagiolino, Kajal, Nutella2, Alissa, Vinka,Tigrotto, Kiki.Patata, I mici di colonia, e i coniglietti Fiocco, Neve, Mirtillo, Fragolina
MUSINO, MACHO, NUTELLA e BELLA PER SEMPRE NEL MIO CUORE

FinchŔ gli uomini penseranno che gli animali non soffrono, gli
animali soffriranno perchŔ gli uomini non pensano

Se potr˛ impedire a un cuore di spezzarsi, se allevier˛ il dolore di una vita o guarir˛ una pena o aiuter˛ un pettirosso caduto a rientrare nel nido, non avr˛ vissuto invano".

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A molte persone i gatti piacciono. Molti condividono con loro la propria casa e li amano. Un po' meno persone amano anche i gatti randagi. Un esiguo numero dei nostri simili s'impegna a rendere la loro vita un po' piu' facile. Io faccio parte di questa gente. E ne sono felice.

ôLa grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animaliö(Mohandas Karamchand Gandhi)



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manon lescaut
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veneto



sono davvero sbalordita... non immaginavo... il fatto ? che sin da piccola ho assistito a milioni di tosature, mio nonno era allevatore, e mio zio ha ereditato il bestiame e la terra, ma da noi (in sardegna) ancora si usano metodi tradizionali... La tosatura avveniva a giugno, ed era una festa bellissima, un'occasione per rivedere tutti i parenti, fare grandi mangiate con canti e balli!!!! le pecore, una per volta, venivano sdraiate su un fianco e il pastore, a schiena china le tosava con una forbice particolare... ma non veniva versata una sola goccia di sangue... la lana veniva raccolta e poi mia nonna faceva dei cuscini, oppure la filava.... certo che la lana delle pecore sarde non va bene per gli indumenti, ? molto dura e punge... viene usata per i tappeti e le coperte!!!

Ma non immaginavo questo orrore.
Quello poi delle lesioni per creare la zona di pelle liscia... proprio non ne capisco il motivo.... Confermo sul taglio della coda, che veniva fatto alla nascita ma mio nonno lo faceva per caduta, come il cordone ombelicale dei bimbi. Appena nato, metteva all'agnellino un elastico intorno alla coda, e questa poi cadeva da sola. Mai nessuno ha avuto infezioni. Questa pratica era fatta alle femmine, per evitare che la coda, sporca di cacca, finissi a sporcare le mammelle per il latte. Ai maschi non veniva fatto, ne venivano castrati.

Sull'intelligenza delle pecore, posso portarvi la mia esperienza personale... io non vivevo in campagna, vivevo ad Alghero, ma la campagna era vicina... mio nonno, mi affidava un agnellino, che io mi portavo a casa e curavo, in genere era figlio di una pecorella morta di parto o di una che aveva avuto i gemelli... gli davo il biberon e passeggiavamo, lui/lei sapeva andare al guinzaglio come i cagnolini, quando lo chiamavo mi veniva incontro correndo... mi riconosceva come la sua "mamma"... poi quando era adulta, la riportavo in campagna, e mio nonno mi giurava che le mie pecorelle sarebbero morte di vecchiaia... e cos? fu, anche a distanza di mesi, quando io le chiamavo, loro venivano ed erano diverse dalle altre, erano viziate e dispettose perch? avevano vissuto da "cittadine"... mio nonnno me ne dava sempre una particolare, che si poteva riconoscere tra le altre, magari con un occhio cerchiato di nero o con qualche macchia.... certo che sono intelligenti, e sono anche molto affettuose.


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Questo della lana sarda dura per tappeti e coperte non la sapevo, Manon quindi per i vestiti la Sardegna non ne produce + di tanto?

Bellissimi i ricordi degli agnellini, purtroppo non ho mai conosciuto bene una pecora, ma immaginavo cluv.gif
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Lory
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? veramente orribile ci? che questa gentaglia fa alle pecore..e pensare che credevo fosse uno dei pochi campi di utilizzo degli animali in cui questi ultimi non soffrivano...ogni giorno se ne impara una nuova..purtroppo per quanto riguarda le soffrenze degli animali non si finisce proprio MAI di imparare...sembra che gli animali che in questo mondo stanno davvero bene siano sempre meno!che tristezza...? vero che ? difficile cambiare le cose ma piano piano e con volont? ci si pu? riuscire,,,mi fa molto piacere ad esempio sapere che anche gli australiani stanno boicottando questi atroci metodi di allevamento...un passo alla volta e le cose possono migliorare!!!speriamo!!!


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Torino



Accidenti, queste cose non le sapevo! Ma invece l'altra lana, quella che non proviene dall'Australia? E come si fa a riconoscerla? C'Ŕ scritto sull'etichetta?

Messaggio modificato da olimindy il giovedý, 31 luglio 2008 - 10:11


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Inviato il: giovedý, 31 luglio 2008 - 05:36
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che io sappia la maggior parte della lana proviene dall'Australia.

Tra l'altro io tempo fa vidi una foto di una pecora tosata, e aveva la pelle sbrandellata, e non credo che la cosa fosse correlata agli allevamenti austaliani... diciamo che per gli allevatori le pecore non rappresentano una "vita" ma una "cosa", quindi se ne infischiano della sofferenza... l'importante Ŕ non perdere tempo e ricavare il massimo del prodotto! (stessa cosa vale per le piume d'oca ad esempio)... Ŕ un mondo di mer*@ quello in cui viviamo! ccry.gif


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